I vincitori della 21ª edizione del Mediterraneo Video Festival

Ascea (SA) – Si è conclusa la 21ª edizione del Mediterraneo Video Festival “Nel segno di Elea” – concorso internazionale del cinema documentario sul paesaggio  mediterraneo – che ha avuto come location Ascea/Velia, con la splendida sede di Palazzo De Dominicis-Ricci. Domenica 16 settembre, si è svolta la cerimonia di premiazione. Quattordici i film in mostra al festival tra lungometraggi e cortometraggi.

Due le giurie. La giuria composta da 14 giovani studenti del Liceo Leonardo Da Vinci  di Vallo della Lucania che hanno premiato due film, Menzione specialeClay – A Love story di Anna Zagaglia con la seguente motivazione: «Commovente. La tematica  amore e dolore è molto vicina a noi ragazzi, e la storia di un uomo che riesce ad evadere dalla depressione grazie e non solo al sostegno della figlia, ma anche grazie all’arte, che per noi giovani è fondamentale per evadere e risolvere i problemi che viviamo, nel nostro piccolo ogni giorno.»Miglior documentarioBorn in Gambia di Natxo Leuza con la seguente motivazione: «Riprese ottime, montaggio e colonne sonore realizzate molto bene. Storie affascinanti, forti e dure. Il film rappresenta bene cosa accade quotidianamente nei paesi disagiati, e le storie in questione riescono a coinvolgere bene lo spettatore, che riesce ad intendere, anche se minimamente, il dolore dei protagonisti.».
La giuria ufficiale – composta da Elisabetta Pandimiglio Antonello Carboni – nella categoria lungometraggi ha assegnato, invece, due Primi premi ex aequo, al film francese Les Temps des Forêts di Francois-Xavier Drouet «Per la capacità espressiva e narrativa di sviluppare un problema attuale, attraverso un’ampia e progressiva articolazione di approcci differenti, che mette in luce l’urgente necessità sociale verso pratiche più sostenibili.» e al film Lunàdigas di Nicoletta Nesler e Marilisa Piga  «Per aver trattato con ironia e rigore un argomento considerato ancora un tabù nella società contemporanea, non tralasciando una certa sperimentazione formale che spezza con leggerezza la complessità di un tema affatto risolto.»; Menzione speciale per il film Les amoureux des bancs publics di Gaia Vianello e Juan Martin Baigorria con la seguente motivazione: «Per la freschezza con cui la regista ritrae le aspirazioni di una comunità che ripone in tutte le forme di arte e cultura, anche le più marginali, l’unica via di riscatto verso un mondo più civile.». Per la sezione cortometraggi  il Primo premio va al film Born in Gambia di Natxo Leuza con la seguente motivazione: «Per aver affrontato con delicata empatia storie difficili, ambiente in un mondo di  diritti negati fin dall’infanzia.».