Il paesaggio ideale nell’utopia del Mediterraneo Video Festival

A tutti i miei amici che mi sono stati accanto in questi anni e a tutti coloro che non ci sono più. 

Quest’anno ricorre il ventennale del Mediterraneo Video Festival, festival internazionale del cinema documentario sul paesaggio culturale del Mediterraneo che ha scelto l’antica Elea oggi Ascea/Velia nel 1998 come luogo deputato ad ospitare la prima edizione del Festival.  Il tema del ventennale è partecipazione  Il Festival in questi lunghi anni  ha raccontato  e diffuso storie ed emozioni di un cinéma direct rivolto al paesaggio e alle dinamiche del Mar Mediterraneo. Grazie al nostro dialogo con il Mediterraneo e con la sensibilità di registi, produttori, scrittori e amici che hanno lasciato il loro  segno contemporaneo “nel nostro paesaggio mediterraneo ideale” abbiamo raccolto immagini, storie, musica, segni, e li abbiamo condivisi. Tutto questo per avere la consapevolezza del nostro riferimento d’identità, e ACM (Archivio delle Culture Mediterranee) del Mediterraneo Video Festival, ne è la testimonianza reale.

Il paesaggio mediterraneo oggi è un mare rosso, “…. teatro di sangue, di macerie e infranta bellezza , tracce , solo tracce, bellezza violentata, tentativi incompiuti: L’illusione lirica di una mistica  del Mediterraneo…. E non fa chiaro questo sole che acceca e le linee si deformano e il volume si contorce e il disegno del tutto  s’imprecisa e vibra la visione” ( Albert Camus ) –  come cita il mio amico  Antonio Cuono,  nel suo Sole Nero in Dialoghi Mediterranei pag 86  ) –  dobbiamo affrettarci  tutto scompare.

Per che alla fine  “ chi scrive di mediterraneo o ci naviga  ha delle ragioni per farlo”. (Predrag Matvejevic)  a cui va il mio  ricordo con profondo affetto. Io per le mie ragioni di identità culturale ho scelto di navigare nel Mediterraneo e nel Cilento, un territorio arido, ancora in attesa di una sua identità e di una definizione ideale. Qualcuno all’inizio della mia proposta aveva già intuito la mission del  Mediterraneo  Video Festival  tra cui Vincenzo la Valva, Pasquale D’Angiolillo, Francesco Cetti Serbelloni,  Massimo Cresta , Virgilio Tosi , Mario Martone, Paolo Lapponi, Predrag Matvejevic, Roberto Perpignani, Alberto Grifi, per citarne alcuni, che mi hanno dato la forza di cominciare e continuare, ma soprattutto di resistere.

Con il mio amico Giuseppe Anzani abbiamo ideato nel 1998 due incontri fondamentali per la nascita del Mediterraneo Video Festival  “Il paesaggio mediterraneo come bene culturale  : Il Cilento,  a cui hanno partecipato tra gli altri  Vincenzo La  Valva, Pietro  Laureano , Roberto Gambino, Massimo Venturi Ferriolo, Riccardo Priore, Yves Lugnibuhl, dove a Velia si tracciarono le linee fondamentali per una convenzione europea del paesaggio e la consapevolezza di proporre il Cilento come patrimonio mondiale dell’umanità come paesaggio biodiverso. Il festival metteva così un suo tassello importante  sul territorio. “ E per questo che la Convenzione Europea del Paesaggio ha scritto  tra i suoi fondamenti  il doppio principio della sostenibilità, compatibilità e negoziazione sociale.  Allo stesso tempo a Paestum si parlava  di “Paesaggio delle culture alimentari : Il Cilento”  a cui parteciparono tra gli altri Vito Teti, Massimo Cresta, Lombardi Satriani, Virgilio Tosi. Una meeting session del festival significativa per il futuro  rilancio e la valorizzazione del cibo come patrimonio mondiale dell’Umanità nel caso del Cilento del mangiare meridiano e dello stile di vita  concetti cardini della ricerca del prof. Massimo Cresta, che nel fenomeno mediale di massa sono meglio conosciuti  come dieta mediterranea . Altro tassello importante  per il  Cilento.  Poi il cinema. il concorso sul paesaggio che ha visto con gli anni una partecipazione straordinaria di registi  di ogni area del mediterraneo perché il festival ha dato visibilità ad un cinema sotterraneo,  spesso ignorato ma molto importante per capire la realtà. Nel corso degli anni ha premiato autori ( tra gli altri) come: Fiorenzo Serra, Claire Simon, Herz Frank, Abdellatif Ben Ammar, Norma Marcos, Anat Even, Jamal Ouassini  NourEddine Fatty, Milan Knezevic, Antonietta De Lillo,  Bruno Lauzi, Fernada Pivano, Matteo Garrone, Leonardo di Costanzo, Giacomo Campiotti, Paolo Benvenuti, Mimmo Calopresti, Shirin Ebadi, Silvano Agosti, Mario Martone, Gillo Pontecorvo, Youssou N’Dour, Giuseppe Piccioni, Renzo Rosselini, Alberto Grifi, Roberto Perpignani, Gianfranco Rosi, Giulio Scarpati, Ugo Gregoretti, Marco Baliani, Daniele Sepe  Abbiamo ricevuto come Festival importanti riconoscimenti:  Nel 1999 a Belgrado, Premio Belgrado Film Festival  ;  Nel 2001 a Velia (SA) il Premio CICT UNESCO ;Nel 2004 Lecce  Premio Cinema del Reale; Nel 2009 ad Agropoli (SA) Premio consiglio d’Europa .

Abbiamo ospitato concerti, mostre d’arte, scoperto talenti, promosso il territorio del Cilento come location  per il cinema. Abbiamo lavorato a progetti educational con le scuole . Abbiamo intrapreso collaborazioni internazionali e scambi culturali. The cinema documentary issues, and any other effect leading to spread awareness of documentary heritage a defining aspect of our project is to promote exchanges between the different actors / operators of audiovisual productions of the Mediterranean countries to poor distribution capacity, high quality, often ignored and penalized because of the weakness of the broadcast networks traditional.

The Mediterranean Video Festival aims to enhance the MedFest Association’s experience, enlarging their scope and facilitating their widespread use as best practices in the Mediterranean partners, through the project actions.  In 2000 Medfest Onlus Association was recognized the CICT (International Council of Cinema and Television) in 2009 by UNESCO and the Council of Europe for its commitment to the development of the cultural landscape and for the significant contribution in field of new languages ​​of communication with particular attention to the recovery and preservation of cultural identity of the Mediterranean basin. It is sponsored by the MIBAC, Ministry of Heritage and Culture, with cultural institutions, foundations, embassies, institutions, schools; to organize and promote cultural and educational initiatives in the field of cinema.

Evidentemente è difficile affermare che questa attività produca un effetto immediato ciò che è certo che con il Mediterraneo Video Festival abbiamo tracciato un segno per il futuro pensiero meridiano.

“Tuttavia  c’è da sperare  che le rivendicazioni sociali  a favore del paesaggio e la presa di coscienza  sempre più netta a favore  di una più grande partecipazione  alle decisioni  per la gestione  delle risorse naturali  si concluda in futuro con l’elaborazione di paesaggi corrispondenti all’aspirazione delle popolazioni euromediterranee e alla permanenza di una vita sostenibile sul suolo d’Europa. ( Yves Lugnibuhl, Paysages .Reprèsentations du paysage du Siècle des Lumières à nos jours. Paris 1998).

E solo un questione di tempo perche altri capiscano l’importanza di aver lasciato una traccia, un percorso da seguire prima che tutto scompaia. Il nostro messaggio  in questi anni è chiaro, abbiamo il dovere morale di abbattere le barriere dell’ignoranza, di conoscere, di capire. “Perché  quanto più possiamo sapere di questo mare tanto meno lo guardiamo da soli Il Mediterraneo non è un mare di Solitudine” (Predrag Matvejević)

 

Grazie all’artista Lucio Liguori per il bel tributo artistico alla XX edizione del Mediterraneo Video Festival


Il paesaggio ideale nell’utopia del Mediterraneo Video Festival

A tutti i miei amici che mi sono stati accanto in questi anni e a tutti coloro che non ci sono più. 

Quest’anno ricorre il ventennale del Mediterraneo Video Festival, festival internazionale del cinema documentario sul paesaggio culturale del Mediterraneo che ha scelto l’antica Elea oggi Ascea/Velia nel 1998 come luogo deputato ad ospitare la prima edizione del Festival.  Il tema del ventennale è partecipazione  Il Festival in questi lunghi anni  ha raccontato  e diffuso storie ed emozioni di un cinéma direct rivolto al paesaggio e alle dinamiche del Mar Mediterraneo. Grazie al nostro dialogo con il Mediterraneo e con la sensibilità di registi, produttori, scrittori e amici che hanno lasciato il loro  segno contemporaneo “nel nostro paesaggio mediterraneo ideale” abbiamo raccolto immagini, storie, musica, segni, e li abbiamo condivisi. Tutto questo per avere la consapevolezza del nostro riferimento d’identità, e ACM (Archivio delle Culture Mediterranee) del Mediterraneo Video Festival, ne è la testimonianza reale.

Il paesaggio mediterraneo oggi è un mare rosso, “…. teatro di sangue, di macerie e infranta bellezza , tracce , solo tracce, bellezza violentata, tentativi incompiuti: L’illusione lirica di una mistica  del Mediterraneo…. E non fa chiaro questo sole che acceca e le linee si deformano e il volume si contorce e il disegno del tutto  s’imprecisa e vibra la visione” ( Albert Camus ) –  come cita il mio amico  Antonio Cuono,  nel suo Sole Nero in Dialoghi Mediterranei pag 86  ) –  dobbiamo affrettarci  tutto scompare.

Per che alla fine  “ chi scrive di mediterraneo o ci naviga  ha delle ragioni per farlo”. (Predrag Matvejevic)  a cui va il mio  ricordo con profondo affetto. Io per le mie ragioni di identità culturale ho scelto di navigare nel Mediterraneo e nel Cilento, un territorio arido, ancora in attesa di una sua identità e di una definizione ideale. Qualcuno all’inizio della mia proposta aveva già intuito la mission del  Mediterraneo  Video Festival  tra cui Vincenzo la Valva, Pasquale D’Angiolillo, Francesco Cetti Serbelloni,  Massimo Cresta , Virgilio Tosi , Mario Martone, Paolo Lapponi, Predrag Matvejevic, Roberto Perpignani, Alberto Grifi, per citarne alcuni, che mi hanno dato la forza di cominciare e continuare, ma soprattutto di resistere.

Con il mio amico Giuseppe Anzani abbiamo ideato nel 1998 due incontri fondamentali per la nascita del Mediterraneo Video Festival  “Il paesaggio mediterraneo come bene culturale  : Il Cilento,  a cui hanno partecipato tra gli altri  Vincenzo La  Valva, Pietro  Laureano , Roberto Gambino, Massimo Venturi Ferriolo, Riccardo Priore, Yves Lugnibuhl, dove a Velia si tracciarono le linee fondamentali per una convenzione europea del paesaggio e la consapevolezza di proporre il Cilento come patrimonio mondiale dell’umanità come paesaggio biodiverso. Il festival metteva così un suo tassello importante  sul territorio. “ E per questo che la Convenzione Europea del Paesaggio ha scritto  tra i suoi fondamenti  il doppio principio della sostenibilità, compatibilità e negoziazione sociale.  Allo stesso tempo a Paestum si parlava  di “Paesaggio delle culture alimentari : Il Cilento”  a cui parteciparono tra gli altri Vito Teti, Massimo Cresta, Lombardi Satriani, Virgilio Tosi. Una meeting session del festival significativa per il futuro  rilancio e la valorizzazione del cibo come patrimonio mondiale dell’Umanità nel caso del Cilento del mangiare meridiano e dello stile di vita  concetti cardini della ricerca del prof. Massimo Cresta, che nel fenomeno mediale di massa sono meglio conosciuti  come dieta mediterranea . Altro tassello importante  per il  Cilento.  Poi il cinema. il concorso sul paesaggio che ha visto con gli anni una partecipazione straordinaria di registi  di ogni area del mediterraneo perché il festival ha dato visibilità ad un cinema sotterraneo,  spesso ignorato ma molto importante per capire la realtà. Nel corso degli anni ha premiato autori ( tra gli altri) come: Fiorenzo Serra, Claire Simon, Herz Frank, Abdellatif Ben Ammar, Norma Marcos, Anat Even, Jamal Ouassini  NourEddine Fatty, Milan Knezevic, Antonietta De Lillo,  Bruno Lauzi, Fernada Pivano, Matteo Garrone, Leonardo di Costanzo, Giacomo Campiotti, Paolo Benvenuti, Mimmo Calopresti, Shirin Ebadi, Silvano Agosti, Mario Martone, Gillo Pontecorvo, Youssou N’Dour, Giuseppe Piccioni, Renzo Rosselini, Alberto Grifi, Roberto Perpignani, Gianfranco Rosi, Giulio Scarpati, Ugo Gregoretti, Marco Baliani, Daniele Sepe  Abbiamo ricevuto come Festival importanti riconoscimenti:  Nel 1999 a Belgrado, Premio Belgrado Film Festival  ;  Nel 2001 a Velia (SA) il Premio CICT UNESCO ;Nel 2004 Lecce  Premio Cinema del Reale; Nel 2009 ad Agropoli (SA) Premio consiglio d’Europa .

Abbiamo ospitato concerti, mostre d’arte, scoperto talenti, promosso il territorio del Cilento come location  per il cinema. Abbiamo lavorato a progetti educational con le scuole . Abbiamo intrapreso collaborazioni internazionali e scambi culturali. The cinema documentary issues, and any other effect leading to spread awareness of documentary heritage a defining aspect of our project is to promote exchanges between the different actors / operators of audiovisual productions of the Mediterranean countries to poor distribution capacity, high quality, often ignored and penalized because of the weakness of the broadcast networks traditional.

The Mediterranean Video Festival aims to enhance the MedFest Association’s experience, enlarging their scope and facilitating their widespread use as best practices in the Mediterranean partners, through the project actions.  In 2000 Medfest Onlus Association was recognized the CICT (International Council of Cinema and Television) in 2009 by UNESCO and the Council of Europe for its commitment to the development of the cultural landscape and for the significant contribution in field of new languages ​​of communication with particular attention to the recovery and preservation of cultural identity of the Mediterranean basin. It is sponsored by the MIBAC, Ministry of Heritage and Culture, with cultural institutions, foundations, embassies, institutions, schools; to organize and promote cultural and educational initiatives in the field of cinema.

Evidentemente è difficile affermare che questa attività produca un effetto immediato ciò che è certo che con il Mediterraneo Video Festival abbiamo tracciato un segno per il futuro pensiero meridiano.

“Tuttavia  c’è da sperare  che le rivendicazioni sociali  a favore del paesaggio e la presa di coscienza  sempre più netta a favore  di una più grande partecipazione  alle decisioni  per la gestione  delle risorse naturali  si concluda in futuro con l’elaborazione di paesaggi corrispondenti all’aspirazione delle popolazioni euromediterranee e alla permanenza di una vita sostenibile sul suolo d’Europa. ( Yves Lugnibuhl, Paysages .Reprèsentations du paysage du Siècle des Lumières à nos jours. Paris 1998).

E solo un questione di tempo perche altri capiscano l’importanza di aver lasciato una traccia, un percorso da seguire prima che tutto scompaia. Il nostro messaggio  in questi anni è chiaro, abbiamo il dovere morale di abbattere le barriere dell’ignoranza, di conoscere, di capire. “Perché  quanto più possiamo sapere di questo mare tanto meno lo guardiamo da soli Il Mediterraneo non è un mare di Solitudine” (Predrag Matvejević)

 

Grazie all’artista Lucio Liguori per il bel tributo artistico alla XX edizione del Mediterraneo Video Festival