SGUARDI DAL MEDITERRANEO E DALL’AFRICA
Rassegna di cinema documentario a cura di Amref


African Spelling Book di Angelo Loy, 2005, 61’.
Produzione: AMREF Italia/Mestiere Cinema

A come Africa, B come Bellezza, I come Indipendenza...: 20 brevi documentari scritti, filmati e narrati dai ragazzi di Nairobi per raccontare la vita negli slum, i sentimenti, l’amicizia, la violenza, la fame, il lavoro, la speranza..
Esito di un progetto avviato nel 2001, African Spelling Book, co-prodotto con National Geographic, nasce da una riflessione critica sul ruolo e sulle modalità dell’informazione sui ragazzi di strada. A una rappresentazione fredda, esterna e limitata alle emergenze, il documentario cerca di contrapporre uno sguardo interno, fornendo ai ragazzi le capacità, gli strumenti e le opportunità di espressione nel campo dell’audiovisivo.
Il Sillabario ha coinvolto settanta ragazzi dai tredici ai ventidue anni che per diverse ragioni avevano dovuto abbandonare la scuola.

Angelo Loy nasce a Roma nel 1966. Si è laureato in Zoologia ed ha lavorato come ricercatore presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Il suo interesse per il documentario inizia nel 1996 quando coproduce Una volta eravamo sconosciuti, il primo film diretto da Emanuele Crialese. Da allora lavora nella produzione, direzione e montaggio di documentari.
Filmografia/Filmography: 2002 – Fiumaroli-Pescatori del Tevere, doc. / 2003 – Tv-Slum, doc. / 2005 – Pinocchio nero,doc. / African spelling book, doc.

Bimbi Neri Notti Bianche di e con Giobbe Covatta, regia di Giulio Manfredonia, 2005, 59’. Produzione:AMREFItalia/MestiereCinema

La terribile condizione dei Night Commuters,decine di migliaia di bambini che ogni notte, per sfuggire ai reclutamenti forzati, si allontanano dai villaggi e dai campi per trascorrere la notte nei centri urbani, va avanti da anni nella indifferenza della comunità internazionale. Una situazione insostenibile, che Giobbe Covatta ha voluto denunciare in questo film. Giobbe lo ha fatto naturalmente a modo suo, calandosi nei panni di un personaggio inventato a questo scopo: un surreale DJ ambulante che, seduto nel cassone di una jeep dove è stata montata un assai improbabile baracchino radio, gira in lungo e in largo le strade del nord dell’Uganda per raccontare la storia vera di tre fratellini Acholi: Maria, Pasquale e Jean Paul. La vicenda di questi tre bambini è emblematica della storia di migliaia e migliaia di loro amici, compagni, vicini di casa. Rimasti orfani molto presto, i due fratelli maschi, di appena 11 e 14 anni, vengono rapiti dai guerriglieri di Kony l’unica sera che, per stanchezza, non si erano rifugiati come sempre nella cittadina di Gulu.

Pinocchio Nero di Angelo Loy, Italia, 2005, 80’.
Produzione: AMREF Italia/INDIGO FILM (in collaborazione con National Geographic)

Pinocchio Nero è la storia dell’omonimo spettacolo teatrale curato da Marco Baliani. E’ la storia di un incontro, il racconto di tre anni di un percorso di recupero che per alcuni versi assomiglia alla storia di Pinocchio.Marco Baliani, attore di cinema e teatro, regista teatrale, scrittore, arriva in Kenya allo scopo di preparare uno spettacolo teatrale interpretato interamente da un gruppo di ragazzi di strada della periferia orientale di Nairobi. I ragazzi di strada lasceranno Nairobi per debuttare in Europa e affacciarsi sul Paese dei Balocchi.

Marco Baliani è nato nel 1950 ed è attore e regista. Dopo gli happening tra il situazionista e l’agit prop all’università di Roma si dedica al teatro per ragazzi. Inizia poi a lavorare ad un suo spettacolo basato su un celebre racconto di Kleist, Michael Kohlhaas. Prende forma a questo punto una sua lunga ricerca sulla narrazione che lo porta a realizzare e interpretare diversi spettacoli per un solo attore da Kohlhaas (1990) a Tracce (1996) seguiti da: Corpo di Stato. Il delitto Moro: una generazione divisa (1998). Tra le sue regie si ricordano anche Peer Gynt (1995) che ha per protagonista un grande affabulatore, Migranti (1996), Gioventù senza dio (1997), un intenso affresco giovanile tratto da romanzo di Ödon von Horvàth e La crociata dei bambini (1999). Lo troviamo come attore in: Teatro di guerra di Mario Martone (1998), Domani di Francesca Archibugi (2000) e Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini (2002).


 

 


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