Fuori Concorso – Out of competition
_____________________________________
Sabato 12 Settembre 2026
La Formica di Antonio Vladimir Marino Francesco Imperatore, Italia, 2025,90′
Cast: Antonio Figliuolo, Graziano Accinni, Lucio Attore, Domenico Tremamondo, Alfonso Guida, Giuseppe Ligrani, Tiziana Figliuolo, Felice Figliuolo, Giuseppina Caggiano.
Crediti/credits
Sceneggiatura: Antonio Vladimir Marino
Riprese:
Antonio Nolé
Montaggio:Gianluca Pellegrini
set design: Giuseppe Ligrani
musica:Graziano Accinni
produzione: Vlad Film, Carovanart Lucani
Antonio Figliuolo vive a Picerno ed è uno scultore autodidatta.Le sue opere raccontano meticolosamente la vita dei contadini lucani negli anni ’40 e ’50, la loro migrazione verso terre lontane e la musica della sua terra natale.
Un viaggio in un passato che dialoga con il presente, il percorso di un uomo resiliente che ha sempre ascoltato la sua voce interiore e, come una formica, lavorando silenziosamente sottoterra e lontano dai riflettori, ha creato un museo unico nella sua casa, un patrimonio culturale senza confini.
_____________________________________
Giovedi 10 Settembre 2026
Monte San Giacomo (Sa) Palazzo Marone
L’artista, il contadino di Franco Di Chiera, Australia 1990, 55’52”
La straordinaria storia di Giuseppe Mercuri, artista, scrittore e comunista italiano. Negli anni Cinquanta, Giuseppe Mercuri sognava di emigrare in Australia con la sua famiglia. Tuttavia, a causa della sua appartenenza al Partito Comunista, gli fu negato l’ingresso nel Paese e solo quarant’anni dopo gli fu finalmente concessa l’opportunità di visitare la terra che tanto desiderava. In un’Italia segnata dalle difficoltà del dopoguerra, si guadagnava da vivere vendendo fiori e limoni agli angoli delle strade. Coltivò dapprima la passione per la scrittura e, in seguito, per la pittura, intraprendendo un percorso artistico destinato a lasciare un segno profondo. Franco Di Chiera, nipote di Giuseppe Mercuri, racconta questa straordinaria storia umana e creativa, offrendo uno sguardo intimo e coinvolgente sull’artista e sull’uomo. Le opere di Giuseppe Mercuri respirano l’anima della Calabria, sua terra natale. Attraverso la pittura e la scrittura, egli cattura con sensibilità la natura, i volti e la quotidianità della sua gente. Il documentario ripercorre l’intero percorso umano e artistico di Mercuri: dalle difficoltà della giovinezza ai successi artistici, fino al “viaggio della speranza”, il tanto atteso arrivo in Australia che rappresenta il coronamento del sogno di una vita.
Crediti/credits
Società di produzione
Film Australia
Sceneggiatore/Regista/Produttore: Franco Di Chiera
Produttori esecutivi: Paul Humfress, (Film Australia)
Harry Bardwell (ABC)
Direttore della fotografia: Simon Smith
Montaggio:Wendy Chandler
Tecnico del suono: Victor Gentile
Compositore:Ray Marcellino
Mixaggio audio: George Hart
Assistenti alla macchina da presa:Paolo Ferrari, Alison Maxwell
Assistente al montaggio: Heidy Kenessey
Biografia del regista
Nato in Australia, Franco Di Chiera si è diplomato all’Australian Film, Television and Radio School. Da oltre trent’anni svolge un’intensa attività come sceneggiatore, regista e produttore, affiancando alla carriera creativa importanti incarichi nell’industria audiovisiva australiana. Le sue opere sono state presentate ai festival di Sydney, Melbourne, Cannes, Venezia, Londra, Edimburgo, Amsterdam, New York, Toronto, Festival dei Popoli (Firenze), Bilan du Film Ethnographique (Parigi), Genova e numerosi altri festival internazionali.
Tra le sue prime opere figura La Scala, Lo Scalone (Stairs and Staircases), presentato al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino e ai festival di Monaco di Baviera e Genova. Ha collaborato con importanti professionisti dell’industria cinematografica italiana, tra cui il produttore Domenico Procacci (Fandango), dirigendo la miniserie Three Forever, trasmessa da SBS e da RAI Uno, e con il produttore Marco Visalberghi, produttore del documentario Sacro GRA, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il documentario Skin Deep. Tra i suoi documentari figurano L’artista, il contadino e Le gioie delle donne, entrambi preacquistati dall’ABC. L’artista, il contadino è stato finalista al WorldFest-Houston International Film Festival, mentre Le gioie delle donne è stato presentato al Festival dei Popoli di Firenze, al Sulmona Film Festival e allo Sguardi Altrove Film Festival di Milano, oltre a essere candidato all’Australian Film Critics Circle Award come Miglior Documentario. Tra gli altri riconoscimenti della sua carriera figurano l’AACTA/AFI Award per la Miglior Miniserie come produttore di Under the Skin e il Jury Prize al RomeFictionFest per Le favolose Sorelle Bandiera, oltre a due Australian Writers’ Guild Awards. L’artista, il contadino riunisce un team creativo di rilievo internazionale. L’Executive Producer Paul Humfress ha collaborato con Derek Jarman al film storico in lingua latina Sebastiane. Il direttore della fotografia Simon Smith, membro dell’Australian Cinematographers Society e Discipline Lead in Cinematography presso l’Australian Film, Television and Radio School, firma l’immagine del film. L’assistente operatore italiano Paolo Ferrari è stato allievo e collaboratore del leggendario direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro. Il montaggio è di Wendy Chandler, due volte vincitrice dell’Australian Film Institute Award.
_____________________________________
Venerdi 11 Settembre 2026
Casalbuono – Cine Teatro Massimo Troisi
Ora No di Daniele Salvo. Drammatico, Italia.. con Franco Nero, Carlo Valli, Silvia Siravo, Margot Adam. Sceneggiatura Mariano Equizzi Musica Roberto Fia Produzione Agenzia Isabella Gullo
Un musicista viene chiamato da Dio (Franco Nero) per la sua ultima audizione, un sogno sulla vita tormentata di tutti gli artisti
_____________________________________
The Last Rites Requiem for a Ship di Yasmine Kabir, Bangladesh
2008,17′
Da ACM archive.
Si chiamano cantieri di demolizione navale: i cimiteri di navi oceaniche vicino a Chittagong, in Bangladesh. In primo piano, i pescatori guadano l’acqua bassa con le reti in mano; sullo sfondo, vediamo le gigantesche navi adagiate su un fianco, in attesa del giorno in cui verranno smantellate. È un breve racconto muto in cui la regista Yasmine Kabir è più alla ricerca della poesia delle immagini che di una documentazione esaustiva degli eventi. Contrappone l’insignificanza degli uomini alle imponenti fiancate delle navi. Il fuoco della saldatrice è l’unico calore nello sfondo scuro dell’acciaio freddo. È qui che le navi vanno a morire. Non tutte insieme con un botto, ma lentamente, alla velocità con cui gli uomini riescono a smantellarle. Dopotutto, le navi non vengono smantellate con grandi gru, ma dai saldatori, pezzo per pezzo. Una lamiera alla volta, finché non rimane più nulla, e poi arrivano altre navi da smantellare.








