Eventi
29° MVF Eventi – Cinema, arte, letteratura, premi speciali, talk, Medlab.
Il focus del 29° Mediterraneo Video Festival è “senso” come ricerca della parola che esprime il valore del paesaggio culturale, sia esso materiale che immateriale. Il senso del gusto, il senso del cinema, il senso dell’arte, il senso del vero o del falso, il senso della musica, il senso del nostro navigare in questo splendido mare che è il Mar Mediterraneo che non è un mare di solitudine. La parola “senso” è il filo conduttore delle proposte culturali del 29° Mediterraneo Video Festival
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Monte San Giacomo (SA) 10 Settembre 2026, Palazzo Marone
Riti di passaggio Giuseppe Ungaretti a Palazzo Maroni.
Il legame tra Giuseppe Ungaretti e ) passa attraverso il grande intellettuale e critico Gherardo Marone, illustre figura originaria del paese del Vallo di Diano. Nel corso della sua attività culturale e dei suoi fitti rapporti internazionali, Marone fu in stretto contatto con Giuseppe Ungaretti, ospitando nel tempo a Palazzo Marone a Monte San Giacomo (Sa) personalità di spicco del mondo letterario proprio all’interno dello storico palazzo di famiglia.

dare un senso alla ricerca della Verità sul Mondo e sull’Essere. Così Ungaretti negli anni Trenta del Novecento nel suo Viaggio nel Mezzogiorno –reportage giornalistico dal Cilento (e dalla Campania) – ha saputo mettere a nudo come pochi l’essenza più vera e profonda di questa terra. La Parola, dunque,
come strumento di riconoscimento del senso della Verità pertiene tanto al poeta quanto al giornalista. Francesco Napoli, critico letterario e giornalista,
proverà a far luce su questa sorprendente vicinanza.
editoriale per le maggiori case editrici italiane. Ha pubblicato numerosi saggi
sulla poesia italiana contemporanea su quotidiani, riviste specializzate e in
volume, tra cui Novecento prossimo venturo (Jaca Book), Poesia presente in
Italia dal 1975 al 2010 (Raffaelli editore), Poeti italiani nati negli anni
Sessanta (Interno Poesia) e Caproni. Scrittore in versi (Ares edizioni). Tra le
diverse curatele si ricorda l’antologia Poesie di Alfonso Gatto (Jaca Book) e
Viaggio nel Mezzogiorno di Giuseppe Ungaretti (Guida editore). ___________________________________

Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate della Certosa di San Lorenzo
Per questa 29°edizione faremo un omaggio alla Certosa di San Lorenzo a Padula e ac Palazzo Marone , cenacolo di cultura. La performance di Jamal Oussini si aggiungerà con altri tasselli a comporre una grande opera audiovisiva sul paesaggio culturale Mediterraneo.
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Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate della Certosa di San Lorenzo

Scuola Estiva di Cinema Documentaristico “Robert Flaherty” di Padula con Maria Grazia Caso direttrice del Mediterraneo Video Festival.
La Scuola Estiva di Cinema Documentaristico “Robert Flaherty” è stato uno storico e prestigioso progetto di formazione cinematografica e audiovisiva che si è tenuto presso la splendida Certosa di San Lorenzo a Padula (Salerno) ideato da Medfest
La direzione artistica fu affidata nel 2001 Carlo Alberto Pinelli, regista documentarista e docente universitari
Il target della scuola era formare gli allievi nelle tecniche della ripresa documentaristica, legando strettamente il linguaggio audiovisivo al racconto del territorio e del bacino mediterraneo. La scelta di intitolarla a Robert J. Flaherty, per una scelta stilistica, considerato universalmente il padre del cinema documentario antropologico (regista di capolavori come Nanook l’esquimese e L’uomo di Aran).Per celebrare la scuola estiva di cinema 25 anni dopo, con un ritorno alla Certosa di Padula, lArchivio ACM del Mediterraneo Video Festival propone il corto La pietra di Padula AA.VV. Ita 9′ che racconta l’arte dell’ultimo scalpellini.
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Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate della Certosa di San Lorenzo
Extra –TERRE VIAGGIANTI – Medfest APS produzione
Il sentiero della Capra Cilentana, Ita, 26′
Il documentario racconta di giornata speciale per immergersi nel Cilento montano, sul Monte di Bulgheria, grazie a due guide speciali il dott. Edoardo Grieco, medico veterinario di San Giovanni a Piro e Paolo Guida tra i responsabili del CAI Monte di Bulgheria riprendere la vita quotidiana di Francesco Lianza, allevatore di capre cilentane. Francesco ha mostrato alla troupe di Terre Viaggianti, il suo allevamento di capre autoctone e ha raccontato la sua storia fatta di passione e voglia di restare nella sua terra.Il racconto diventa un dialogo a più voci tra le piu autorevoli del mondo scientifico e culturale per tracciare un percorso che ruota intorno alla capra cilentana fattore d’identità culturale.
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Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate della Certosa di San Lorenzo
il paesaggio delle identità alimentari 25 anni dopo,
A 25 anni di distanza dal convegno svolto nella cornice del refettorio della Certosa di San Lorenzo in Padula, dal titolo “I Paesaggi delle identità alimentari” curato da Vito Puglia e Maria Grazia Caso, dove numerosi e autorevoli relatori tra gli altri Veronelli, Carlos Del Gado, Corrado Barberis, Massimo Montanari, Carlo Petrini, Vandana Shiva furono chiamati a esprimersi su un concetto non così scontato: “E’ il cibo un fattore dell’identità alimentare di un popolo?” Da quell’incontro scaturì l’importanza di definire finalmente la prospettiva del riconoscimento del cibo e della cultura immateriale come patrimonio da tutelare e difendere, attraverso il riconoscimento Unesco. Cosa che di li a breve avvenne. Attualmente, trascorso un quarto di secolo a che punto è la consapevolezza e la tutela dell’enorme patrimonio immateriale? Tra interessi produttivistici, omologazione del gusto e progressiva scomparsa di artefici, prodotti e biodiversità e le nuove forme di approccio consumeristico, si vorrebbe rinnovare il dibattito e la riflessione sul tema, dopo le esperienze fondamentali di un movimento come Slow Food e un periodo di ripresa della consapevolezza sui consumi, degli ultimi anni. Cosa riserva il futuro? Su questo interrogativo e sul senso delle identità alimentari sarà il tema di un talk dal titolo – Il senso del Gusto “E’ il cibo un fattore dell’identità alimentare di un popolo?” modera Maria Grazia Caso, (direttrice artistica del Mediterraneo Video Festival ) Vito Puglia( già responsabile Slow Food, imprenditore) Vincenzo Pizza (Università Popolare Medicina degli Stili di Vita (Lifestyle Medicine). Eugenio Luigi, Iorio ( Presidente dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo), Edoardo Ventimiglia ( imprenditore vitivinicolo), Gianluca Vegliante ( innovatore digitale, Monaci digitali) , Salvatore Di Somma (Università La Spienza di Roma).
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Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate
Il Cibo e il Vino nel Cinema Italiano del Secondo Dopoguerra con particolare riguardo al cinema documentario.Di Edoardo Ventimiglia
” Uno schermo per la tavola
Permettetemi di aprire con un’osservazione che può sembrare ovvia ma che, a guardarla bene,
non lo è affatto: nel cinema italiano del secondo dopoguerra, il cibo non è mai solo cibo, e il vino non è mai solo vino. Sono materia narrativa, codice sociale, strumento di indagine
antropologica. Sono, in una parola,
linguaggio.
Questo intervento si propone di esplorare come la cultura alimentare e vitivinicola italiana sia
stata rappresentata — e interrogata — dal cinema del periodo compreso tra il 1945 e la fine
degli anni Sessanta, con un’attenzione speciale al documentario, genere spesso trascurato dagli studi mainstream ma straordinariamente ricco dal punto di vista etnografico e poetico.
Il quadro di riferimento è quello di un paese che esce dalla guerra devastato sul piano materiale ma vitale sul piano simbolico: una nazione che ricostruisce la propria identità anche attraverso i gesti più antichi — seminare, vendemmiare, impastare, cuocere, mescere.
“Il neorealismo non è una scuola estetica nel senso tradizionale: è prima di tutto uno sguardo morale
sulla realtà. E quella realtà, nell’Italia del dopoguerra, aveva il sapore della fame, della penuria, kdell’attesa.”
— Guido Aristarco, «Cinema Nuovo», 1953
Un caso di studio: la rappresentazione del vino nel documentario
agricolo
Vorrei soffermarmi su un corpus documentale che ritengo particolarmente significativo e
relativamente poco studiato: i documentari agricoli prodotti negli anni Cinquanta e Sessanta
dalle Camere di Commercio, dai Consorzi di produzione e dall’INEA (Istituto Nazionale di
Economia Agraria).
Questi film — realizzati spesso da operatori anonimi, talvolta da documentaristi di rilievo
come Francesco Maselli o Carlo Lizzani in fase giovanile — mostrano la viticoltura italiana in
un momento di fondamentale transizione. Il paesaggio del vino che emerge da questi materiali
è ancora quello tradizionale: filari a pergola, vendemmia manuale, pigiatura a piedi in alcune
zone. Ma già compaiono i primi trattori, le prime pigiatrici meccaniche, i primi laboratori di
analisi enologica.
Ciò che colpisce, in questi documentari, è la qualità dello sguardo etnografico involontario. Le riprese del lavoro — donne che portano le ceste sulle spalle, uomini che selezionano i grappoli, bambini che portano acqua ai vendemmiatori — hanno una forza visiva che va ben oltre la funzione promozionale.
Siamo di fronte a una forma di cinema del lavoro che non ha ancora la consapevolezza estetica di un Olmi, ma che produce, per la sua stessa immediatezza, testimonianze di straordinario valore”.
Edoardo Ventimiglia
Edoardo Ventimiglia, documentarista, già direttore del Maremma Doc Festival di Pitigliano. E’ custode della memoria storica della famiglia Ventimiglia, che ha regalato al cinema italiano pionieri assoluti. Suo nonno era Gaetano Ventimiglia, leggendario direttore della fotografia che lavorò con il primissimo Alfred Hitchcock, mentre suo zio Carlo Ventimiglia è stato uno dei più stimati ed eclettici direttori della fotografia ed esperti proprio di macrofotografia e cinematografia scientifica applicata ai documentari di natura e insetti per la RaiAttualmente imprenditore vitivinicolo dell’azienda Sassotondo a Sovana .
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Padula (SA) 11 Settembre 2026
Sala delle Derrate
Significar mangiando video performance di Edoardo Siravo
Significar Mangiando” è uno spettacolo teatrale di e con Edoardo Siravo e Silvia Siravo, incentrato sul profondo legame tra il cibo, la letteratura e la vita.esplora il cibo non solo come nutrimento, ma come rifugio, piacere e rito sociale.raccontano attraverso la voce di vari autori della letteratura mondiale il senso del cibo nella vita e nell’arte. Con arguzia e ironia, divertimento ed evocazione cavalcheranno le cucine letterarie dei più intriganti autori che si sono occupati di cibo nelle loro opere.
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11 Settembre Auditorium Massimo Troisi Casalbuono (Sa)
Premio speciale Medfest 2026 a Roberto Fia
Compositore di musiche per il teatro ed autore di canzoni di successo, scritte in collaborazione con parolieri come Franco Migliacci, Pasquale Panella, Gianni Belfiore , Bruno Lauzi e Alberto Testa, cantate da big come Mina (Amornero e Mio di chi.), Massimo Ranieri, Patty Pravo , Amedeo Minghi e Rita Pavone. Nel 1985, arriva il successo di Uno su Mille interpretata da Gianni Morandi in Italia e da Manuel Mijares (Un en tre Mil) in America Latina e destinata a diventare un autentico ‘caso’. Interprete anche di Django, colonna sonora ormai cult dell’omonimo film di Corbucci. Alla fine degli anni 70 firma per RCA la produzione musicale di Renato Carosone, e promuove per l’Azienda tra gli altri Patty Pravo, Piero Ciampi. In qualità di direttore del Cenacolo – struttura della RCA dedicata alla ricerca di nuovi talenti – contribuisce al lancio di molti artisti. Nel 2006 è commissario per la selezione Sanremo Lab. Negli ultimi anni, l’incontro con Niccolò Carosi, manager musicale ed editoriale, lo ha portato a pubblicare su tutte le piattaforme 14 brani inediti ed alcuni di questi brani, tra cui uno di Pasquale Panella ed un altro di Piero Ciampi, sono diventati video.
Ora No” è il titolo del cortometraggio con Franco Nero per la regia di Daniele Salvo con la musica di Roberto Fia. L’ultimo suo lavoro, da lui musicato ed interpretato , è un video dedicato ai bambini di Gaza, “Un mare di piccoli lenzuoli bianchi”, il cui testo è di Franco Nero, che, accanto a lui, lo traduce e lo interpreta in inglese ,“presentato” da Vanessa Redgrave .
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Ascea capoluogo (SA) 12 Settembre 2026
Palazzo De Dominicis Ricci, corte ore 21:40
Il viaggio.
musiche originali di Biagio Francia .
Voce narrante Angelica Accarino.
In occasione del trentennale del.Meditettaneo Video Festival questa performance narrerà attraverso suggestioni e sonorità l’idea del viaggio che intraprenderà il Festival lungo le coste del Mediterraneo riprendendosi navigazione realizzata nel 2016 con il veliero Zingara, un’importante e simbolica iniziativa di navigazione nel Mar Mediterraneo volta a promuovere il dialogo, la pace e lo scambio culturale tra i popoli delle diverse etnie costiere. L’equipaggio composto da artisti intellettuali, scrittori, registi, raccoglieva testimonianze, storie di vita e tradizioni dei popoli di mare, rvidenziando le somiglianze e le diversità culturali per incoraggiare la pace e la coesistenza pacifica. Noi riprenderemo quel viaggio e racconteremo le storie del Mediterraneo e la musica di Biagio Francia e la voce di Angelica Accarino ci faranno fare un primo viaggio ideale in questo mare di accoglienza dei cultura che è il Mediterraneo
Angelica Accarino,
classe 2001, nel 2022 si diploma presso la scuola di Alta Formazione Officina Pasolini a Roma. Ha debuttato in teatro nel ruolo di Anne Frank nello spettacolo “Il diario di Anne Frank” con la compagnia del Teatro Belli di Roma e da lì si divide tra il cinema, la televisione e il teatro.
Attualmente sta frequentando il percorso di perfezionamento al Teatro di Roma.
Biagio Francia
Compositore elettroacustico, batterista, percussionista, creatore di beat, sound designer.
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Ascea Marina (SA) 13 Settembre 2026 – Museo del mare.
Proiezioni ACM Archivio delle Culture Mediterranee:
Extra – La favola del vento e del mare, di Pierpaolo Gandini Ita, 2006, 26′
Girato sull’isola di Salina e nella Riserva Naturale delle Montagne delle Felci e dei Porri. Il vento e la risacca del mare diventano strumenti musicali e pretesto per raccontare miti antichi, legando la natura del luogo all’arte del flauto.
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Ascea capoluogo (SA) 13 Settembre 2026
Palazzo De Dominicis Ricci, corte ore 19:45
Premio Speciale Medfest 2026 a Nico Piro “Per aver saputo dare voce a chi non ha voce per il impegno come giornalista e scrittore. “Anima libera in un sistema di censure e informazione omologante”.
Giornalista, scrittore, inviato del Tg3 per le aree di crisi e zone di guerra. Pioniere in Italia del “mobile journalism” Direttore di MOJO ITALIA, il primo festival italiano del Mobile Journalism. Dagli anni ’90, con corsi e libri,su occupa di nuovi strumenti per il giornalismo, “sempre più necessari di questi tempi – come lui sostiene- cui i new media stanno cambiando gli scenari di fruizione delle notizie e le testate hanno sempre meno budget per raccontare le crisi dimenticate.
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Ascea capoluogo (SA) 13 Settembre 2026
Palazzo De Dominicis Ricci, corte ore 20:00
Talk – Vero falso possibile: l’IA e la questione del reale con Antonella Napoli
In un’epoca dominata dalla comunicazione digitale e dall’intelligenza artificiale generativa, distinguere tra realtà e finzione diventa sempre più complesso.Ne discuteremo al 29 °Mediterraneo Video Festival con Antonella Napoli e tanti alt
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Ascea capoluogo (SA) 13 Settembre 2026
Palazzo De Dominicis Ricci, corte ore 20.:40
Il cinema di Ennio Lorenzini a cura di Paolo Speranza (scrittore, direttore di CinemaSud
Ennio Lorenzini, era un giovane filmmaker militante, che aveva all’attivo un breve documentario che all’epoca ebbe una sua circolazione (Edili, con Mario Curti, 1963) e avrebbe poi realizzato altri documentari come Non dirò il mio numero di matricola – Viaggio tra i disertori americani in Olanda (1969) e Cronaca di un gruppo (1968), su un gruppo di militanti francesi. Negli anni settanta si cimentò anche con un film di finzione, Quanto è bello lu murire acciso (1975), sulla spedizione di Carlo Pisacane. Lorenzini fece molti film per la Unitelefilm, la casa di produzione vicina al Partito Comunista Italiano, il cui archivio è stato ereditato proprio dall’AAMOD. Les Mains libres è una produzione algerina, non dell’Unitelefilm, l’archivio ne conserva una copia consegnatagli dallo stesso regista, che volle che i suoi film avessero una casa lì, dove è possibile consultare addirittura i film industriali della FIAT o Alitalia. Ricorderemo Ennio Lorenzini ,regista dimenticato, per una serie di legami con la Campania e per la scelta di location di uno dei suo film girato a Padula Quanto è bello lu murire acciso (1975) montato dal grande Roberto Perpignani e sia per le storie come L’affresco documentario dedicato all’opera di Ettore de Conciliis, tra i primi artisti ad “importare” in Italia la Land Art, appresa da Robert Smithson, grazie a una lunga permanenza a New York. Il suo murales della pace opera controversa e sottoposta a polemiche so trova ad Avellino, in cui si vedeva molto bene la qualità della mia pittura. Tradizionale nel linguaggio, ma anche molto all’avanguardia e per questo contestata da molte parti.
Ettore de Conciliis








